Thaumetopoea pityocampa

Processionaria del pino

Informazioni di carattere generale

La Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un importante fitofago del pino nell'area del Mar Mediterraneo. Causa danni evidenti nelle piantagioni di pini o nei pini situati in aree ricreative.

Ciclo biologico e aspetto della Processionaria del pino

La femmina adulta ha un'apertura alare di 36-49 mm; l'apertura alare del maschio è di 31-39 mm. Entrambi i sessi hanno un torace irsuto. Le ali anteriori sono di colore grigio cenere opaco; le venature, i margini e le tre bande trasversali sono più scuri. Le ali posteriori sono bianche con orlature grigie e una caratteristica macchia scura nella regione anale.

Gli ammassi cilindrici di uova variano da 4 a 5 cm. Sono coperti dalle scaglie del ciuffo anale femminile, questa azione rende gli ammassi molto simili ai germogli di pino.

Le larve si sviluppano attraverso cinque stadi e la larva di ultimo stadio ha una lunghezza di circa 40 mm. La capsula cefalica è nera. Il corpo del bruco di primo stadio è di colore verde mela opaco. Dopo la seconda muta, il bruco assume il suo aspetto definitivo e compaiono chiazze di peli dorsali urticanti rossicci su ciascun segmento del corpo, disposte a coppie. Il tegumento e i peli che rivestono il corpo variano considerevolmente a seconda delle diverse provenienze. In generale, il tegumento è più scuro nelle aree più fredde e varia dal grigio bluastro opaco al nero.

La trasformazione in pupa avviene nel terreno in un bozzolo di seta ovale bianco-ocraceo. Le pupe hanno una lunghezza di circa 20 mm, sono di forma ovale e di colore giallo tendente al marrone pallido,successivamente la tonalità vira al marrone rossiccio scuro

Il ciclo biologico della T. pityocampa è normalmente annuale ma può protrarsi per oltre 2 anni ad alta quota o alle latitudini settentrionali. Nelle condizioni più favorevoli lo sviluppo dura 6 mesi, ma il quarto e il quinto stadio possono prolungarsi in inverno. Lo stadio pupale può essere prolungato considerevolmente dalla diapausa.

Poche ore dopo l'emersione e l'accoppiamento le femmine depongono le uova sui pini più vicini. Le uova vengono deposte in ammassi cilindrici attorno a coppie di aghi; la maggior parte degli ammassi di uova viene deposta sui germogli periferici della corona e contengono da 70 a 300 uova.

Dopo 30-45 giorni, le uova si schiudono. Le larve si aggregano in colonie e intessono nidi di seta, che si ingrandiscono fino al quarto stadio quando viene costruito il nido invernale definitivo. In genere questo è situato presso le estremità del ramo, nella parte superiore della corona. Al terzo stadio compaiono chiazze di peli urticanti.

Le "processioni" delle pupe avvengono a cavallo dell'inverno e l'inizio della primavera. I bruchi si muovono in fila alla ricerca di un punto adatto a scavare nel sottosuolo e trasformarsi in pupe nel terreno. La trasformazione in pupa avviene a una profondità di circa 10 cm e le pupe entrano in diapausa. Alcune pupe non possono produrre adulti nello stesso anno e il periodo di diapausa si protrae fino all'anno successivo, o più a lungo.

Sintomi di danno

I nidi dei bruchi sugli alberi infestati sono chiaramente visibili. Il danno da defoliazione è estremamente grave nelle aree rimboschite da poco e può causare la morte dei giovani alberi sia direttamente che come conseguenza degli attacchi da parte di scolitidi o altri insetti del legno. Nelle foreste mature, raramente si assiste alla morte di alberi, ma si verificano perdite significative nella crescita. Il danno da defoliazione e la presenza di bruchi sono aspetti importanti per gli alberi situati in aree ricreative e residenziali

I bruchi, dal terzo stadio in poi, sono provvisti di peli urticanti che possono causare allergie. Anche gli animali domestici e d'allevamento possono esserne colpiti. Questi effetti si verificano non solo quando i bruchi sono presenti, ma anche durante l'estate successiva a causa della persistenza di peli allergenici nei resti dei nidi invernali

Le larve di Processionaria del pino provocano una grave defoliazione, riducendo la vitalità delle conifere.

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