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Che cos’è la ticchiolatura del melo?

La ticchiolatura del melo è una delle malattie fungine del melo con maggiore impatto economico a livello mondiale. Causata dal fungo Venturia inaequalis, la malattia colpisce foglie, fiori, giovani germogli e frutti, riducendo la qualità dei frutti, la resa commercializzabile e la conservabilità. In assenza di interventi di gestione accurata, le perdite economiche possono superare il 70% del valore della produzione. Le infezioni sono favorite da condizioni climatiche fresche e umide durante la primavera e l’inizio dell’estate, quando la dispersione delle spore e i cicli infettivi si verificano con maggiore frequenza nel meleto.

Una gestione preventiva della malattia unita al monitoraggio periodico e alle buone pratiche colturali sono essenziali per limitare lo sviluppo del patogeno e preservare la produttività e la salute del meleto.

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Sintomi causati dalla ticchiolatura del melo

I sintomi tipici della ticchiolatura del melo includono:

  • Infezioni poco frequenti e difficili da osservare su fiori che si manifestano con aree brunastre a carico dei petali, del calice e del peduncolo che successivamente va incontro a colatura
  • Macchie bruno-olivacee sulle foglie, più o meno rotondeggianti e di aspetto vellutato per la presenza delle fruttificazioni agamiche del patogeno. La parte di lembo fogliare colpita, tende poi ad espandersi e a disseccare
  • Piccole macchie di colore bruno sui frutti in fase di sviluppo, che successivamente si estendono
  • Se l'infezione interessa i frutticini in accrescimento, si possono verificare gravi malformazioni, fenditure e "screpolature"
  • Se l'infezione interessa i frutticini in prossimità della raccolta, si può manifestare una reticolatura suberificata dell'epidermide
  • In fase di immagazzinamento si possono manifestare piccole macchioline nerastre (ticchiolatura di magazzino)
  • Diminuzione della qualità dei frutti, della conservabilità e della resa commercializzabile

Ciclo vitale della ticchiolatura del melo

Il ciclo biologico della ticchiolatura del melo si manifesta in due fasi: quella sessuata indotta da Venturia inaequalis e quella agamica di Spilocaea pomi (= Fusicladium dendriticum).

Sopravvivenza invernale

La Venturia inaequalis sverna principalmente nelle foglie infette cadute a terra in autunno. All’interno di queste foglie, il fungo forma pseudoteci che producono ascospore, alle quali è affidato il compito di diffondere l'infezione primaria in primavera. Nei climi miti, il fungo può svernare anche nei germogli infetti e produrre conidi, costituendo così un’ulteriore fonte di infezione.

Infezione primaria

In primavera, quando si manifestano condizioni predisponenti alla malattia ovvero, aumento delle temperature e arrivo delle piogge, le ascospore maturano a partire dalla fase di germogliamento. Durante i periodi di pioggia, le ascospore mature vengono rilasciate dagli pseudoteci e trasportate dal vento verso le giovani foglie appena emerse, i fiori e i frutti in fase di sviluppo. L’infezione si verifica quando il tessuto vegetale rimane bagnato per diverse ore in presenza di temperature favorevoli. Queste condizioni permettono alle ascospore di germinare e penetrare attivamente nei tessuti della pianta ospite. Una volta perforata la cuticola, il fungo sviluppa il suo micelio negli spazi intercellulari a spese del tessuto vegetale per diversi giorni (da 5 a 20 in relazione alla temperatura). Questa fase, detta "periodo di incubazione" termina con la comparsa delle caratteristiche macchie brunastre, in corrispondenza delle qualisi differenziano le strutture agamiche di S. pomi.

Infezione secondaria

Durante la stagione primaverile-estiva, si sviluppano lesioni primarie sulle foglie e sui frutti; il fungo produce conidi che vengono diffusi dagli schizzi di pioggia e dal vento, dando origine a ripetute infezioni, che si protraggono fino all'autunno per poi differenziare gli pseudoteci che, come riportato sopra, cosituiscono la principale forma d'ibernamento del patogeno.

Gestione della ticchiolatura del melo

Un controllo efficace della ticchiolatura del melo richiede un approccio integrato che combini pratiche colturali, monitoraggio e sostegno biologico. La gestione dovrebbe mirare a limitare le infezioni primarie (ascospore) in primavera e a ridurre l’inoculo svernante per prevenire gravi epidemie.

Pratiche colturali

  • Utilizzare, quando possibile, cultivar resistenti alla ticchiolatura
  • Potare in modo da garantire una buona circolazione dell’aria attraverso la chioma, il che riduce la durata dell’umidità fogliare e limita i cicli di infezione secondaria
  • Sminuzzare o triturare le foglie cadute in autunno/inverno per accelerarne la decomposizione e ridurre l’inoculo svernante
  • Promuovere la salute del suolo ed evitare trattamenti chimici non necessari

Monitoraggio della ticchiolatura del melo

Un monitoraggio regolare aiuta a individuare precocemente le infezioni e a identificare i periodi di maggiore rischio di malattie. Ispezionare i frutteti per verificare la presenza di:

  • Lesioni di colore verde oliva o marrone sulle foglie giovani e sui frutti in fase di sviluppo
  • Macchie marroni o nere sulle foglie dei grappoli, sui germogli di prolungamento e sui frutti in fase di sviluppo
  • Ingiallimento prematuro o caduta delle foglie
  • Sviluppo delle malattie dopo piogge o umidità fogliare prolungata

I modelli di previsione basati sulle condizioni meteorologiche aiutano a prevedere i periodi di elevato rischio di infezione da ticchiolatura del melo, combinando la durata dell’umidità fogliare, la temperatura e le precipitazioni. Ciò consente agli agricoltori di ottimizzare i tempi di applicazione, ridurre le applicazioni non necessarie di fungicidi e mantenere un controllo efficace della malattia.

Controllo biologico della ticchiolatura del melo

La gestione preventiva della malattia è essenziale per ridurre la pressione della ticchiolatura del melo. Koppert sostiene la gestione sostenibile dei frutteti con microrganismi benefici che contribuiscono allo sviluppo sano delle radici, a un maggiore vigore delle piante e a una maggiore resilienza delle colture. In combinazione con l’igiene del frutteto, il monitoraggio basato sulle condizioni meteorologiche e la gestione preventiva della malattia, le soluzioni biologiche aiutano a mantenere in salute i meli e sostengono una produzione sostenibile.

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