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Informazioni di carattere generale

L'afide lanigero (Eriosoma lanigerum) è un temibile parassita del melo presente in diversi areali di produzione che negli ultimi anni ha assunto una crescente importanza sia in contesti convenzionali che biologici. Si tratta di una specie esotica di origine neartica (Nord-Est dell'America settenrionale) e si è diffuso in diverse parti del mondo principalmente tramite portainnesti di melo infestati. Occasionalmente può anche essere presente su peri, meli cotogni e altre rosacee legnose.

  Soluzioni di biocontrollo per Afide lanigero del melo  

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Sintomi e danni

L'afide lanigero infesta le parti legnose della pianta. Le punture operate dall'afide sui rami, sul tronco e sulle radici e la saliva iniettata nei tessuti, provocano lo siluppo di neoformazioni iperplastiche e ipertrofiche (malformazioni, masse tumorali) con conseguente disorganizzazione del tessuto vascolare. Se queste lesioni si spaccano, possono far entrare funghi patogeni come l'antracnosi o il cancro del melo.

Ciclo biologico dell'afide lanigero del melo

L'afide sverna in genere come neanidi di prima o seconda età riparate nelle screpolature corticali della parte inferiore delle branche, nelle lesioni causate da nectria, nelle aperture create da insetti xilofagi (rodilegno o sesie), nelle ferite causate dalla grandine o nelle cicatrici causate dai grossi tagli di potatura, nonché al colletto o sulle radici dei portinnesti maggiormente suscettibili.

Le neanidi si presentano "nude" (prive di copertura lanuginosa) e diventano attive verso fine marzo-metà aprile (intorno alla fase di fioritura) o, a seguito degli inverni miti, sono già presenti in pianta e si evolvono con un ciclo monoico tramite generazioni di forme attere che si sviluppano a spese del melo, ma attacchi sporadici si possono osservare anche su pero, cotogo e sorbo. Verso metà maggio avviene la fase di migrazione e a fine di maggio, si possono vedere grandi colonie coperte da una cospicua "lana" bianca appiccicosa, soprattutto su speroni e rami. Durante i mesi estivi si susseguono varie generazioni. Ad essere attaccati sono spesso i rami principali. Annualmente può compiere fino a 20 generazioni, con sospensione dell'attività a partire dal mese di novembre.

A differenza di altri afidi, il ciclo biologico e la sopravvivenza da un anno con l'altro dell'afide lanigero, dipende interamente dalle specie prive di ali, partenogenetiche e vivipare. A volte in autunno, nascono femmine che depongono uova, dalle quali la fondatrice che nasce nella primavera successiva muore poco dopo senza essersi alimentata.

Le forme attere hanno dimensioni di 1,5-2,5 mm e sono di colore rosso scuro; da ghiandole ciripare dorsali secernono bianchi filamenti che ne mascherano il corpo. Le forme alate, dalle dimensioni di 1,6-2,3 mm, sono bruno-rossastre, con il corpo rivestito di secrezione cerosa.

A differenza della situazione in America, Sudafrica e Australia, l'afide lanigero non infesta le radici in Europa (tranne che in rari casi, se queste si trovano sopra il terreno) o la parte basale dei tronchi sotto il livello del terreno.

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