Ciclo biologico dell'afide lanigero del melo
L'afide sverna in genere come neanidi di prima o seconda età riparate nelle screpolature corticali della parte inferiore delle branche, nelle lesioni causate da nectria, nelle aperture create da insetti xilofagi (rodilegno o sesie), nelle ferite causate dalla grandine o nelle cicatrici causate dai grossi tagli di potatura, nonché al colletto o sulle radici dei portinnesti maggiormente suscettibili.
Le neanidi si presentano "nude" (prive di copertura lanuginosa) e diventano attive verso fine marzo-metà aprile (intorno alla fase di fioritura) o, a seguito degli inverni miti, sono già presenti in pianta e si evolvono con un ciclo monoico tramite generazioni di forme attere che si sviluppano a spese del melo, ma attacchi sporadici si possono osservare anche su pero, cotogo e sorbo. Verso metà maggio avviene la fase di migrazione e a fine di maggio, si possono vedere grandi colonie coperte da una cospicua "lana" bianca appiccicosa, soprattutto su speroni e rami. Durante i mesi estivi si susseguono varie generazioni. Ad essere attaccati sono spesso i rami principali. Annualmente può compiere fino a 20 generazioni, con sospensione dell'attività a partire dal mese di novembre.
A differenza di altri afidi, il ciclo biologico e la sopravvivenza da un anno con l'altro dell'afide lanigero, dipende interamente dalle specie prive di ali, partenogenetiche e vivipare. A volte in autunno, nascono femmine che depongono uova, dalle quali la fondatrice che nasce nella primavera successiva muore poco dopo senza essersi alimentata.
Le forme attere hanno dimensioni di 1,5-2,5 mm e sono di colore rosso scuro; da ghiandole ciripare dorsali secernono bianchi filamenti che ne mascherano il corpo. Le forme alate, dalle dimensioni di 1,6-2,3 mm, sono bruno-rossastre, con il corpo rivestito di secrezione cerosa.
A differenza della situazione in America, Sudafrica e Australia, l'afide lanigero non infesta le radici in Europa (tranne che in rari casi, se queste si trovano sopra il terreno) o la parte basale dei tronchi sotto il livello del terreno.